Ciò che conta veramente nella vita non è la sua durata, ma la sua donazione; non è quanto abbiamo vissuto che conta, ma come abbiamo vissuto, e per cosa …
In fondo, tutti stiamo dando la vita per qualcosa, chi per la carriera, chi per la fama o la ricchezza, chi per altri scopi prefissi, ma l’unico scopo che da un vero senso alla nostra esistenza è il servizio. Nel dizionario etimologico il termine “ministero” significa “servizio”, ed è nel servirci gli uni gli altri che scopriamo il vero significato della nostra vita.
La Bibbia insegna che ciascuno di noi trova la propria funzione in questa vita nel far parte di un corpo. “Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro. (Rom. 12:5)
La vita cristiana acquista un’importanza eterna nel servire insieme nella famiglia di Dio. L’apostolo Paolo disse che ciò che ci rende importanti è ciò di cui facciamo parte, il corpo a cui apparteniamo …
“Un corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo, e l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi, le membra del corpo che sembrano essere le più deboli, sono molto più necessarie delle altre; e quelle che stimiamo essere le meno onorevoli del corpo, le circondiamo di maggior onore; e le nostre parti indecorose sono circondate di maggior decoro; ma le nostre parti decorose non ne hanno bisogno. Perciò Dio ha composto il corpo, dando maggiore onore alla parte che ne mancava, affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero tutte una medesima cura le une per le altre. E se un membro soffre, tutte le membra soffrono; mentre se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono insieme. Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua (1 Corinzi 12:14-27)
Nel corso degli ultimi mesi ho scritto varie riflessioni sull’importanza di far parte di un corpo, di una famiglia o comunità di credenti, perché è nel confrontarsi regolarmente con gli altri, nella condivisione delle proprie esperienze e delle proprie speranze, nell’affiancarsi ad altri che desiderano costruire insieme un ambiente consono alla crescita spirituale reciproca, e nella partecipazione attiva al raggiungimento di obbiettivi comuni, che troviamo il significato vero della nostra esistenza. Potete rileggerne alcune cliccando sui seguenti titoli:
- Membri della famiglia di Dio! (6 Giugno 2010)
- Membra dello stesso corpo! (12 Giugno 2010)
- Insieme, non da soli … (20 Giugno 2010)
- Una famiglia di credenti … (27 Giugno 2010)
- Dio desidera una famiglia! (18 Luglio 2010)
- La tua famiglia durerà per sempre! (19 Settembre 2010)
Dio vuole servirsi di te per fare una differenza in questo mondo. Vuole operare attraverso di te per aiutare gli altri tramite il tuo servizio. Ciò che conta non è la durata della tua vita, ma la sua donazione. Non è quanto tempo hai vissuto che conta, ma come hai vissuto.
Quale scusa possiamo trovare per non partecipare in qualche tipo di servizio o ministero?
- Abramo era vecchio,
- Giacobbe era insicuro,
- Lea era poco attraente,
- Giuseppe fu maltrattato,
- Mosè balbettava,
- Gedeone era povero,
- Sansone era un codipendente,
- Rahab era immorale,
- Davide ebbe una relazione illecita e un sacco di problemi familiari,
- Elia fu sull’orlo del suicidio,
- Geremia era depresso,
- Giona era riluttante,
- Naomi era vedova,
- Giovanni Battista era un eccentrico,
- Pietro era impulsivo e irascibile,
- Marta si agitava e preoccupava molto,
- La samaritana aveva avuto diversi matrimoni falliti,
- Zaccheo era impopolare,
- Tommaso era pieno di dubbi,
- Paolo aveva cattive condizioni di salute,
- Timoteo era timido.
Sembra una lista di “disadattati”, ma è tratta dalla Bibbia ed è tutta gente di cui Dio si servì per la Sua opera. Dio si servirà anche di noi, se smettiamo di cercare scuse e ci rendiamo disponibili al servizio. Dio non cerca gente capace, ma gente disponibile.
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