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Il calice che Gesù ha bevuto per noi!

Una riflessione biblica per la settimana santa del 2025, quando gran parte dei cristiani nel mondo ricordano la passione, morte e resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo.

Matteo 20:17 Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese da parte i dodici; e strada facendo, disse loro: 18 «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi; essi lo condanneranno a morte 19 e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e crocifisso; e il terzo giorno risusciterà». 20 Allora la madre dei figli di Zebedeo si avvicinò a Gesù con i suoi figli, prostrandosi per fargli una richiesta. 21 Egli le domandò: «Che vuoi?» Ella gli disse: «Di’ che questi miei due figli siedano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno».

In questo passaggio del Vangelo di Matteo leggiamo che, mentre si avvicinava a Gerusalemme, Gesù ricordò ai Suoi discepoli ciò che aveva già preannunciato più volte nei capitoli precedenti, che non vi andava per essere incoronato re di Israele e liberare il Suo popolo dal dominio dei romani, come essi si aspettavano che il Messia facesse, ma per essere invece condannato a morte, schernito, flagellato e crocifisso! Purtroppo essi continuavano a non capire queste parole, e la madre di Giacomo e Giovanni chiese a Gesù che i suoi figli potessero sedersi alla sua destra e alla sua sinistra nel Suo regno (vs. 21), una posizione di grande prestigio nel regno d’Israele che essi pensavano Egli stesse per restaurare. Gesù comprese che erano Giacomo e Giovanni che, tramite la madre, cercavano posti d’onore, e allora si rivolse direttamente a loro.

Matteo 20:22 «Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere?» Essi dissero: «Sì, lo possiamo». 23 Egli disse loro: «Voi certo berrete il mio calice; ma quanto al sedersi alla mia destra e alla mia sinistra, non sta a me concederlo, ma sarà dato a quelli per cui è stato preparato dal Padre mio».

“Potete voi bere il calice che io sto per bere?” è una domanda su cui vale la pena soffermarsi a riflettere prima di rispondere, se non vogliamo commettere lo stesso errore dei discepoli, i quali non capivano a cosa Gesù si riferisse e, quindi, risposero con un po’ di presunzione e arroganza: «Sì, lo possiamo!»

In realtà, essi non avrebbero mai potuto bere il calice che Gesù stava per bere, perché si trattava di un calice che solo Lui poteva bere al posto nostro: il calice dell’ira di Dio!

Geremia 25:15 “Così dice il Signore, il Dio d’Israele: “Prendi dalla mia mano questo calice del vino dell’ira, e fallo bere a tutte le nazioni”.  

Isaia 51:17 “Gerusalemme, tu che hai bevuto dalla mano del Signore il calice della sua ira, che hai bevuto fino in fondo la coppa, il calice della vertigine“.

Lungo il corso della Storia l’umanità si è macchiata, e continua a farlo oggi, di crimini e peccati orrendi contro deboli e innocenti che, a meno che non vengano espiati, meritano l’ira di Dio, perché come ai tempi del diluvio, “il Signore vide la grande malvagità degli uomini sulla terra e che in ogni tempo il loro cuore concepiva solo disegni malvagi, e si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo…” (Genesi 6:5-6).

Prima di essere arrestato e crocifisso, sebbene fosse in agonia, Gesù pregò, «Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva, sia fatta la Tua volontà!» (Matteo 26:42), e prese la decisione di bere al posto nostro il calice dell’ira di Dio, in cui era accumulata la furia di Dio contro peccati di ogni genere: crimini, stragi, genocidi, adulteri, violenza fisica e verbale, parole sconsiderate, pensieri disonorevoli, bugie, inganni, e ogni sorta di malvagità che merita giustamente di essere punita da Dio, “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23).

Romani 5: 8 Dio mostra la grandezza del Suo amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira.

Questo è il calice che Gesù bevve sulla croce, svuotando fino in fondo il calice dell’ira ardente di Dio che si riversò su di Lui. Paolo riassume il significato di questo evento, scrivendo: “Colui che non aveva conosciuto peccato, egli lo fece peccato in nostro favore, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2Corinzi 5:21).

Sebbene quello era un calice che solo Lui poteva bere per la nostra salvezza, Gesù poi avvertì i Suoi discepoli che anch’essi avrebbero bevuto parte del calice che Egli stava per bere: Voi certo berrete il mio calice”, non quello dell’ira di Dio, ma quello della sofferenza e della persecuzione da parte di uomini malvagi.

Giovanni 15: 20 Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

Giovanni 16: 2 «… l’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio. 3 E lo faranno perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4 Ma io vi ho detto queste cose affinché, quando sia giunta la loro ora, vi ricordiate che ve le ho dette.

Poi si rivolse agli altri dieci discepoli, che erano irritati dalla richiesta di Giacomo e Giovanni, perché anch’essi desideravano quello stesso posto privilegiato, ma Gesù li corresse, … e corregge anche noi oggi! La grandezza nel regno di Dio non si ottiene cercando posti d’onore, o facendosi servire da altri, ma seguendo le orme di Gesù che ci ha indicato la via dell’amore, la via del sacrificio, del servizio e della sofferenza.

Matteo 20:24 I dieci, udito ciò, furono indignati contro i due fratelli. 25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio. 26 Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; 27 e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo; 28 come il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la Sua vita come prezzo di riscatto per molti».

Gesù ha bevuto il calice dell’ira di Dio per noi, per poter estendere a noi il calice della comunione con Dio. Questo calice può includere sofferenza e persecuzione, ma non ira. Noi che abbiamo creduto nel sacrificio di Gesù per noi non riceviamo più l’ira, ma l’amore di Dio. Riceviamo la dolce realtà della sua comunione eterna in Gesù Cristo, attraverso lo Spirito Santo.