Nell’articolo precedente abbiamo sottolineato che essere “membri della famiglia di Dio” (Efesini 2:19) non significa far parte di una denominazione, ma interagire con amore fraterno con tutti coloro che amano Gesù, e che fanno parte “della famiglia della fede” (Galati 6:10), a prescindere dall’organizzazione religiosa a cui essi appartengono …
La parola di Dio dice che “tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio” (Romani 8:14) e, come tali, essi sono da considerare i nostri fratelli e sorelle nella fede, cioè membri della nostra stessa famiglia spirituale.
Oggigiorno viviamo in un mondo in cui si tende a perdere di vista i valori importanti della vita, come appunto quello della “famiglia”, ed è sempre più difficile andare d’accordo e trovare armonia perfino con i propri fratelli di sangue. In realtà, spesso avviene una vera e propria disgregazione quando entrano in campo gli interessi, vedi quelli di un’eredità da spartire quando vengono a mancare i genitori…
Oggi più che mai, dunque, dobbiamo riconquistare certi valori importanti, e Gesù ci ha mostrato come, facendoci notare che i nostri veri “fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Luca 8:20).
Questo significa che la nostra vera famiglia è composta di coloro che condividono la nostra fede, e soprattutto i nostri valori. Come già precisato la volta scorsa, la Chiesa è un corpo, non un edificio; un organismo, non un’organizzazione.
“Come in un solo corpo ci sono molte membra e tutte non hanno la medesima funzione, così anche noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro” (Romani 12:4-5).
Per realizzare il proprio scopo, tutte le membra del corpo devono essere ben collegate al resto del corpo, e questo vale anche per noi che facciamo parte del corpo di Cristo. Ognuno di noi è stato creato e messo nel corpo per un ruolo specifico, ma nessuno di noi sarà in grado di svolgerlo senza essere ben collegato ad una comunità di credenti.
Il nostro ruolo si realizza tramite i rapporti che allacciamo con altri credenti.
“Come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti, noi tutti siamo nel medesimo corpo, abbeverati di un solo Spirito. Ora il corpo non è composto di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo; e l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie; … Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre”. (1 Corinzi 12:12-25)
Se un membro si separasse dal corpo, avvizzirebbe e morirebbe. Non può sopravvivere da solo, e nessuno di noi può farlo. Disconnessi e tagliati fuori dalla linfa vitale di una comunità locale, la nostra vita spirituale appassirebbe e, con il passare del tempo, cesseremmo di esistere. È per questo che la Parola di Dio ci esorta, dicendo:
“Seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso Colui che è il capo, cioè Cristo, dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore. (Efesini 4:15,16)
Il primo sintomo di un declino spirituale è quando cominciamo a non incontrarci più con altri credenti. Quando si trascura la comunione fraterna, tutto il corpo comincia a disgregarsi …
La Bibbia ci esorta, dicendo: “Amate la fratellanza” (1 Pietro 2:17), cioè trovate piacere nello stare insieme con altri fratelli.
Far parte della famiglia di Dio non è qualcosa di astratto, né da ricordare saltuariamente, ma qualcosa da ricercare continuamente, perché è la proposta di Dio per il mondo. Gesù disse: “Io edificherò la Mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere, perché vi darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherete in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierete in terra sarà sciolto nei cieli». (Matteo 16:18)
La famiglia che prega insieme è quella che si fortificherà e trionferà insieme!
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..Il primo sintomo di un declino spirituale è quando cominciamo a non incontrarci più con altri credenti. Quando si trascura la comunione fraterna, tutto il corpo comincia a disgregarsi …
Parole Sante!La vera fratellanza vive nella comunione tra chi ama Gesù e vuole seguire i suoi insegnamenti!
Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell’unità!(salmo 133,1).
Tanto Amore e Sorrisi a Tutti!!!
Leggere queste parole e leggere il commento di DaviDreaMario mi dà conferma che la fratellanza è un comune desiderio e bisogno.Nel momento in cui la stessa viene a mancare si crea una rottura che a volte diventa insanabile.
Grazie Mario, grazie Daniele e Giovanna …
è compito di ognuno di noi adoperarsi per l’unità del Corpo, “sforzandoci di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace” (Efesini 4:3) e chiedendo a Dio di darci “il coraggio di fare il primo passo”: http://renatoamato.com/it/il-coraggio-di-fare-il-primo-passo/
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