Ho appena finito di leggere un libro molto diffuso in questi giorni, che sta avendo un grosso impatto sulla mia vita! È intitolato “Il Rifugio” (di W. P. Young) ed è pubblicato dalla Rizzoli. È la storia di Mack, un uomo addolorato dalla “perdita” della figlia in circostanze traumatiche che si trova imprigionato in una morsa di sensi di colpa che non lo lasciano più riposare. Tramite circostanze misteriose Mack si trova a colloquio con Dio, iniziando un percorso di guarigione interiore che ristorano la sua anima e cambiano la sua vita per sempre.
Non intendo raccontarvi tutta la storia, in caso vogliate leggere il libro e percorrere con lui il processo di guarigione, ma ci sono parti di conversazioni fra lui e la Trinità, composta da “Pa” (Dio), Gesù e Sarayu (Spirito Santo), che mi hanno toccato in modo particolare e desidero condividerle con voi.
Qualche settimana fa avevo scritto una riflessione, intitolata “Creati per essere amati!”, su alcuni passaggi di una conversazione avvenuta fra “Pa” e Mack riguardo al significato della nostra esistenza che mi aveva dato molto a cui pensare. Questa domenica desidero riportare una “condivisione del cuore” che avviene fra Mack e Gesù, e che mi ha altrettanto toccato, perché la ritengo “profetica” riguardo a ciò che il Signore sta facendo tramite i messaggi che vengono pubblicati su questo sito, nella pagina delle “Parole di Gesù”.
Gesù e Mack hanno appena attraversato un lago, e si sono seduti sull’estremità del molo (capitolo 12), “lasciando dondolare i piedi scalzi sull’acqua, a guardare gli effetti ipnotici del vento sulla superficie del lago”.
Rispondendo a una domanda fattagli da Mack, Gesù gli dice:
“Sai, Mack, il nostro destino ultimo non è l’immagine del Paradiso che hai in mente tu … È una purificazione dell’universo, per cui è logico che somiglierà molto a questo luogo… “.
“Allora perché ci figuriamo cancelli di madreperla e strade lastricate d’oro?”
“Quella roba, fratello mio”, iniziò Gesù, stendendosi sul molo e chiudendo gli occhi, lambiti dal calore e dalla luce del giorno, “è un’immagine di Me e della donna che amo.”
Mack lo guardò per capire se stesse scherzando, ma era chiaro che parlava sul serio.
“È un’immagine della Mia sposa, la Chiesa: individui che, insieme, formano una città spirituale con un fiume vivente che vi scorre in mezzo, e su entrambe le sponde crescono alberi con frutti che guariranno i dolori e i mali delle nazioni. E questa è sempre aperta, e ogni cancello al suo interno è ricavato da una singola perla …” Aprì gli occhi e li volse verso Mack. “Che sarei io!” Vide la domanda nello sguardo dell’amico e spiegò: “Perle, Mack. La sola pietra preziosa generata da dolore, sofferenza e … morte.”
“Capisco. Tu sei l’ingresso, ma …” Mack si fermò, tentando di trovare le parole giuste. “Parli della Chiesa come di una donna di cui sei innamorato; credimi, sono abbastanza sicuro di non averla mai incontrata.” Distolse lo sguardo. “Non è certo il luogo dove vado la domenica,” disse, più a se stesso, incerto se esternare ciò che pensava.
“Mack, è perché tu vedi l’istituzione, una cosa creata dall’uomo. Non è quella la Chiesa che Io sono venuto a costruire. Io vedo le persone e le loro esistenze, una comunità vivente, composta da tutti coloro che Mi amano, non da edifici e programmi.”
Mack era stranito nel sentire Gesù parlare della Chiesa in quel modo, ma la cosa non lo sorprendeva del tutto. Provava sollievo, in realtà. “Come posso essere parte di questa Chiesa?” domandò. “Di questa donna di cui sei così innamorato.”
“È semplice, Mack. Si tratta di rapporti, di condividere la vita. Ciò che stiamo facendo ora — questo, semplicemente— è apertura verso gli altri, verso chi c’è prossimo. La “mia chiesa” è fatta di persone, vita e relazioni. Tu non la puoi costruire. È il mio lavoro e si dà il caso che in questo sia piuttosto bravo,” disse Gesù. (“Il Rifugio”, W.P.Young)
Mentre leggevo questi passaggi, non potevo fare a meno di sentire un brivido alla schiena, perché questo è ciò che il Signore mi sta dicendo da parecchio tempo, riguardo al nuovo movimento online che a cui ha recentemente dato vita, tramite le nostre “Parole di Gesù”! Citando alcune parole del passaggio appena letto, questo sta diventando “una comunità vivente, composta da tutti coloro che amano (Gesù)” e che sono aperti e disponibili “verso gli altri, verso chi ci è prossimo”, permettendo ai fiumi delle Sue acque vive di scorrere attraverso di noi per raggiungere i confini della terra e guarire “i dolori e i mali delle nazioni”. (vedi “La storia di Bambù … la mia vita!”)
L’immagine della sposa di Cristo, come “individui che, insieme, formano una città spirituale con un fiume vivente che vi scorre in mezzo, e su entrambe le sponde crescono alberi con frutti che guariranno i dolori e i mali delle nazioni” mi ricorda una visione che ebbi tanti anni fa, “Un albero nel Regno di Dio!”, e le susseguenti Parole di Gesù, “Frutti dall’albero!”
In entrambi di queste il Signore parla di coloro “il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e nella cui legge meditano giorno e notte” come quelli che sono “alberi piantati lungo le rive delle acque che porteranno frutto nella loro stagione” (Salmi 1:2,3), e non posso fare a meno di vedere tutto ciò intrecciarsi con la visione di Gesù per la Sua Sposa del tempo della fine!
Cerchiamo di prendere a cuore le parole del passaggio letto e chiediamo al Signore di aiutarci ad adempire al nostro destino e diventare parte della “donna che Gesù ama!”
Che il Signore vi benedica con “fiumi di acqua viva” (Giovanni 7:38).
