Mentre ci si prepara a festeggiare la Pasqua, in queste ore molti ricordano la passione di Cristo, mettendo un’enfasi particolare sul dolore e l’enorme sofferenza che Gesù dovette patire prima di spirare sulla croce. Sebbene il prezzo fu sicuramente alto, e solo Colui che era veramente chi diceva di essere poteva pagarlo, è importante notare che Gesù lo fece con gioia, avendo il Suo sguardo rivolto al risultato finale, non alle “sofferenze del tempo presente che non sono paragonabili alla gloria che sarà manifestata in noi” (Rom. 8:18).
La parola di Dio ci dice che “per la gioia che gli era posta davanti, Gesù sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio” (Ebrei 12:2). L’infamia che dovette temporaneamente sopportare fu da Lui disprezzata per una visione e una “gioia” più grande che “gli era posta davanti”, cioè quella di poter trascorrere l’eternità insieme a noi “nella casa del Padre”, dove “ci sono molte dimore” (Giov. 14:2).
Una profezia dettagliata dell’Antico Testamento, riguardo alla passione e morte del Messia che sarebbe venuto secoli dopo, dice: “Offrendo la Sua vita in sacrificio per il peccato, Egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle Sue mani. Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto” (Isa. 53:10,11). In altre parole, visualizzare il “frutto” che sarebbe scaturito dal travaglio della Sua anima gli dava forza e procurava soddisfazioni, perché riusciva a vedere la “progenie” che sarebbe entrata a far parte del Regno di Dio.
Il Suo sacrificio non era invano, ma accompagnato da una visione e una passione che lo spingeva oltre la croce momentanea verso il giorno della Risurrezione! Non solo la Sua risurrezione, che sarebbe avvenuta qualche giorno dopo, ma “la risurrezione dei giusti” (Luca 14:14) che verrà, quando “quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; e poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti assieme a loro per incontrare il Signore nell’aria e restare per sempre con il Signore” (1 Tess. 4:16,17).
Gesù era spinto da una visione più grande e una passione più forte della sofferenza e dell’infamia della croce, ed è ciò che ognuno di noi deve avere per superare gli ostacoli e le difficoltà della vita, e poter realizzare il proprio destino!
“Senza una visione, il popolo perisce” (Prov. 29:18), ed è quello il pericolo che si corre nel lasciar scorrere la propria esistenza senza una visione e uno scopo per vivere: accorgersi di essere arrivati al capolinea senza la speranza di una vita migliore! Ecco perché, nello stesso capitolo su citato, l’apostolo Paolo ci esortò a non restare “nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono (riposano in pace), affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che, per mezzo di Gesù, Dio ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati” ( 1 Tess. 4:13,14).
Questa visione che Gesù aveva, quello di un mondo migliore che sarebbe scaturito grazie al Suo sacrificio sulla croce, è la stessa che può dare un significato all’esistenza di ognuno di noi! Anche tu puoi entrare a far parte di quel Suo progetto eterno, semplicemente unendo il tuo spirito al Suo, adottando la Sua visione, e mettendo in pratica le Sue istruzioni!
Nella Sua visione, Gesù vedeva un mondo fatto di gente che avrebbe imparato ad amarsi gli uni gli altri, come Lui aveva amato noi! La sera prima che fosse arrestato, torturato e immolato sulla croce, Gesù disse ai Suoi discepoli: “È per poco che sono ancora con voi… Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come Io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete Miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giov. 13:33-35).
Se anche tu vuoi essere un discepolo di Gesù e abbracciare la Sua visione, puoi chiedere al Suo Spirito vivente di entrare nel tuo cuore e di darti la capacità di amare gli altri come Lui ha amato te. La Sua parola dice: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli” (1 Giov. 3:16). Non è un’utopia, “Gesù disse: «Se puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede” (Marco 9:23).
———————————————————————————————————————–
CLICCARE qui per altre “Riflessioni”: http://renatoamato.com/it/diario/riflessioni/
———————————————————————————————————————–
