Ieri mattina pensavo a come Dio si prende cura di ogni fiore, di ogni seme che viene piantato per terra, di ogni passero che vola nel cielo, di ogni singolo aspetto del Suo creato, ma soprattutto di come si cura personalmente di ognuno di noi, e all’importanza che da all’individuo. Non siamo affatto “nascosti” fra i miliardi di persone che vivono al mondo, ma Gesù conosce ognuno di noi individualmente, e sa perfino quanti capelli abbiamo.
Luca 12: 6 Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure neanche uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anzi, persino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non temete dunque, voi valete più di molti passeri.
La Bibbia dice addirittura che il Signore chiama ognuno di noi “per nome”:
Giovanni 10: 3 … Egli chiama le proprie pecore per nome. 11) Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.
Il buon pastore diede la Sua vita per le pecore e l’avrebbe fatto anche se ce ne fosse stata una sola al mondo! Gesù avrebbe dato la vita anche solo per te, o per me! Lo disse in modo esplicito nella “parabola della pecora perduta”:
Luca 15: 4 «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? (7) Io vi dico che ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.
Ognuno di noi è talmente importante che Dio non ha esitato a sacrificare il Figlio per salvare anche solo uno di noi! Questo significa che il Signore mette te, e me, come individui, al centro di tutte le Sue attenzioni. Infatti dice:
Isaia 43:1 Così dice l’Eterno che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: «Non temere, perché Io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni.
Sebbene stesse parlando a tutto il popolo d’Israele, qui Dio si rivolge all’individuo, non alle masse. È raro che Dio si esprima al plurale e parli alle folle! Si esprime invece al singolare, perché considera ogni Suo figlio importante e si rivolge ad ognuno di noi individualmente! È ad ognuno che si rivolge nella Sua parola; perché è scritto che “ognuno di noi renderà conto di se stesso davanti a Dio” (Romani 14:12).
La cosa apparentemente strana nel passaggio di Isaia prima citato è che, sebbene Dio dice che ci chiama “per nome”, in questo caso usa due nomi diversi per rivolgersi alla stessa persona: “Giacobbe” e “Israele”. La domanda che nasce spontanea è: se Dio dice di conoscere ognuno di noi “per nome”, come mai qui usa due nomi per rivolgersi allo stesso individuo? Quanti nomi usa Dio per la stessa persona?
La prima risposta che mi viene in mente è che Dio si fa chiamare con nomi diversi nell’Antico Testamento, e Gesù stesso viene chiamato anche con altri nomi, fra cui “Emmanuele” (Matteo 1:23; Isaia 7:14). Poi penso ad alcuni discepoli di Gesù, fra i quali: “Simone, al quale pose nome Pietro” (Marco 3:16), ma che veniva chiamato anche “Cefa” (1 Corinzi 1:12; 9:5; 15:5; Galati 2:9); o “Tommaso, detto Didimo” (Giovanni 11:16, 20:24); o “Matteo, il pubblicano” (Matteo 10:3; 9:9) che viene anche chiamato “un pubblicano di nome Levi” (Luca 5:27; Marco 2:14); e via dicendo. Sembra che la pratica di usare soprannomi fosse piuttosto diffusa a quel tempo, e continuò anche dopo l’ascensione di Gesù in cielo. Infatti, alla Prima Chiesa fu presentato un potenziale aspirante apostolo di nome “Giuseppe, detto Barsabba, che era soprannominato (anche) Giusto” (Atti 1:23); e poi in seguito Dio chiamò l’apostolo “Saulo, detto anche Paolo “ (Atti 13:9).
Sembra dunque chiaro che, quando Dio dice che ci chiama “per nome”, intende qualcosa di più profondo del nome che ci è stato dato alla nascita, o del soprannome che abbiamo acquisito in seguito. Infatti, lo Spirito dice di avere in serbo “un nuovo nome” per i Suoi figli (Apocalisse 2:17). Ciò che intende, quando dice che ci chiama per nome, è che si rivolge proprio a te, e a me, non importa come veniamo chiamati qui sulla terra! Di “Renato” o “Simone” ce ne sono tanti al mondo, ma di “me” ce n’è solo uno, ed è proprio a “me” che il Signore si sta rivolgendo quando dice di chiamarmi per nome.
A questo proposito, il seguente messaggio da Gesù mi ha toccato personalmente:
“Quando dico che amo te, proprio te, mi rivolgo a ciascuno di voi, Miei figlioli, giovani e vecchi. Mi rivolgo a quelli che si sentono distanti dal mio Amore, a te che pensi di aver fallito, a te che pensi di non poter trovare perdono, o che tutto sia ormai inutile e privo di speranza.
Amo te, proprio te, così come sei. Il Mio amore si protende verso di te in questo stesso momento. Il Mio amore, il Mio perdono e la Mia misericordia sono a portata di mano per te, se li vuoi. Ti amo! Desidero ardentemente stringerti al Mio cuore, che è pieno di amore per te. Voglio sentirti tra le Mie braccia. Voglio parlarti d’amore, sussurrare al tuo orecchio.
Se ti senti debole e stanco, esaurito dalla lotta, queste parole sono per te. Se ti mancano le forze, e la tua mente, il tuo cuore e il tuo spirito vengono meno, queste parole sono per te. Se ti senti privo di entusiasmo e completamente esausto, sappi che ti amo e ho più che mai bisogno di te!
Se stai scrutando nuovi orizzonti con occhi giovanili, smarrito davanti alla sfida che ti aspetta, timoroso del futuro; se ti senti incapace di affrontare le esigenze che ti stanno davanti, voglio che tu sappia che Io ti amo e che ti aiuterò a farcela.
Ti amo così come sei, come se tu fossi l’unica persona esistente. Ti amo, vecchio o giovane che tu sia. Non tengo nota dei tuoi fallimenti, i tuoi errori e le tue mancanze, per fartene una colpa. Sono cieco a queste cose. Ho occhi che mi fanno vedere solo il bene e le possibilità che altri non vedono. Vedo solo il tuo cuore tenero, prezioso e inestimabile … e ti amo!
Vedo ogni tua lacrima, ascolto ogni tua invocazione. Provo ogni tua frustrazione, ogni tua preoccupazione, ogni tuo desiderio. So tutto di te: i tuoi bisogni, le tue necessità. Vedo dritto nel tuo cuore, con tutto il suo contenuto, e ti amo intensamente.
Desidero tenerti stretto al Mio petto. Aspetto il giorno in cui i nostri cuori batteranno come un cuore solo, perché ti amo! Sì, amo proprio te, Mio prezioso figliolo che ti senti così lontano, e voglio che tu sappia che sono qui al tuo fianco. Non ti ho mai abbandonato e non lo farò mai.
Amo te, proprio te, e ti aspetto con pazienza! Vieni fra le Mie braccia? Potremo vivere e amarci per sempre, in eterno!
Ti amo, Gesù”
Grazie Gesù! Come vedete non importa come veniamo chiamati … l’importante è che Gesù ci conosce e ci chiama personalmente! Ognuno di noi, proprio te e me!
Anche voi potete chiamarci come volete, … l’importante è che sapete chi siamo, e che ci chiamate!
