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Il significato della “passione”

Oggi è il 05 aprile 2009, un giorno in cui l’intero mondo cristiano celebra la Festa delle Palme per ricordare il giorno quando Gesù entrò a Gerusalemme sul dorso di un asino e la folla lo acclamò gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» (Marco 11:9)

La stessa folla qualche giorno dopo gridò ancora più forte: «Crocifiggilo!» (Marco15:14).

La fama e l’acclamazione degli uomini è volubile ! È meglio non lasciarsi illudere dagli elogi degli uomini, perché quelli che ti osannano oggi sono gli stessi che ti tradiranno domani, e la storia ne è piena di esempi. Gesù lo sapeva bene! Infatti, il Vangelo di Giovanni racconta:

Giovanni 2:23-25  Mentre Egli si trovava in Gerusalemme, alla festa della Pasqua, molti credettero nel Suo nome vedendo i segni che faceva; ma Gesù non si fidava di loro, perché li conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno gli testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo.

La riflessione da fare è: se Gesù sapeva cosa c’era negli uomini e che, dopo averlo acclamato, probabilmente lo avrebbero tradito e consegnato a Pilato per farlo crocifiggere, cos’è che lo spinse ad andare a Gerusalemme comunque? Fu una follia da parte Sua? Oppure era consapevole di ciò che sarebbe accaduto e ci andò lo stesso, spinto da qualche ragione che trascende la nostra comprensione umana?

Uno studio accurato dei Vangeli mostra che Gesù sapeva molto bene cosa l’attendeva a Gerusalemme, e che in precedenza aveva cercato più volte di avvertire e preparare i Suoi discepoli a ciò che sarebbe accaduto:

Matteo 16:21 Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte dei sacerdoti e degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. (22) Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai». (23) Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

Matteo 17:22 Ora, mentre s’intrattenevano nella Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini, (23) ed essi l’uccideranno; ma il terzo giorno egli risusciterà». Ed essi ne furono grandemente contristati.

Matteo 20:17 Poi Gesù, mentre saliva verso Gerusalemme, prese da parte i dodici; e strada facendo, disse loro: (18) «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi; essi lo condanneranno a morte (19) e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e crocifisso; e il terzo giorno risusciterà».

In un’altra affermazione da Lui fatta nel Vangelo di Giovanni, Gesù sembra indicare che dare la Sua vita per noi fu una Sua propria scelta:

Giovanni 10:17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. (18) Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo … ».

Quindi, non solo Gesù sapeva cosa l’attendeva a Gerusalemme, ma pare che Lui stesso lo volesse! Se è così, qualcuno dirà che fu una “follia”; ma io credo invece che Gesù sia stato spinto da una vera e propria “passione”!

Oltre al significato religioso che viene tradizionalmente dato alla “Passione di Cristo”, che verrà celebrata durante questa settimana santa, un dizionario online descrive la passione come: “un sentimento violento che travolge e sconvolge l’animo; un trasporto amoroso; un’emozione che è più forte di noi. La passione è amore.”

Ciò significa che la passione che spinse Cristo sulla croce fu l’amore che Lui ebbe per noi! Sapeva che il Suo sacrificio sarebbe stato necessario per restituirci la salute spirituale che avevamo perso, e fu disposto a pagarne il prezzo, nonostante questo gli costasse molto caro, facendo la scelta cosciente di dare la Sua vita per noi! Infatti, il Vangelo di Giovanni racconta che, poco prima del Suo arresto, Gesù disse:

Giovanni 12:27  Ora l’animo mio è turbato; e che dirò: Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono giunto a quest’ora. (28) Padre, glorifica il tuo nome!».

Ringraziamo dunque il Signore che diede la Sua vita per noi, e riflettiamo su questa Sua scelta consapevole, mentre ci prepariamo a rivivere la Sua “passione”, ricordandoci che Egli non fu una vittima, ma l’artefice del Suo sacrificio! E lo fece solo per amor nostro!